
Con l’avvio della campagna d’esplorazione “Grotte sommerse anno zero” sono stati analizzati i fondali e le falesie sommerse, mettendo sotto la lente sia i lunghi tratti di costa meno frequentati e poco ridossati come quelli a nord di Capo Caccia sia quelli più vicini, affollati e conosciuti come lo stesso Capo e il tratto da Punta Giglio alla spiaggia del Lazzaretto, oltre all’esplorazione uno degli obiettivi era di identificare le grotte che potevano essere fruibili in sicurezza dai centri d’immersione in alternativa a quelle abitualmente frequentate.
Da quando è stata istituita l’Area Marina Capo Caccia- Isola Piana l’ingresso nelle grotte sommerse è vietato, una decisione forse impopolare ma assolutamente necessaria visto l’impatto antropico e, in alcuni casi, le vere e proprie devastazioni perpetrate in molte grotte.
I centri d’immersione sono stati autorizzati alla frequentazione solo di alcune cavità in previsione di una futura rotazione con altre per minimizzare i danni conseguenti agli urti delle bombole, alle bolle intrappolate nelle volte e ai prelievi non autorizzati di “ricordini” che per quanto li si possano considerare eventi “rari” non si può certo negare che esistano, quindi trovare delle alternative andrà a vantaggio di tutti: posti nuovi dove fare immersioni per i diving e un po’ di respiro per le sfruttatissime grotte.
Il lavoro di ricerca ed esplorazione ha dato i frutti sperati, infatti non siamo stupiti della quantità di grotte presenti confermando, se mai ce ne fosse bisogno, l’intensa carsificazione delle falesie che si distendono sul tratto di mare a nord di Alghero e abbiamo scovato anche alcune delle “alternative” di cui parlavamo prima.
Sono stati ispezionati anche i buchi meno promettenti, a prima vista impercorribili, molti si sono rivelati tali altri hanno permesso esplorazioni decenti considerando gli sviluppi medi di pozzi e grotte dell’algherese, anche terrestri che, a parte poche eccezioni, sono di modeste dimensioni.
Anche le cavità già note hanno ricevuto la nostra attenzione e molte nascondevano passaggi e cunicoli per così dire…non turistici. Un lavoro lungo e faticoso ma che ci ha sempre permesso di lasciare all’interno degli angusti e spogli cunicoli un pezzo di noi, si …un pezzo di muta, un pezzo di maschera, vetri di orologi, vernice di bombole etc etc... E sì, sono soddisfazioni.
Allo stato attuale sono 139 le cavità topografate con sviluppi da 16 a 860 metri e profondità che vanno da un minimo di - 3 ad un massimo di - 43 metri, con l’eccezione in tre cavità (che abbiamo chiamato “black holes” 1, 2 e 3) distanti dalla costa, che arrivano rispettivamente a -98 – 80 e – 69 metri.
Da quando è stata istituita l’Area Marina Capo Caccia- Isola Piana l’ingresso nelle grotte sommerse è vietato, una decisione forse impopolare ma assolutamente necessaria visto l’impatto antropico e, in alcuni casi, le vere e proprie devastazioni perpetrate in molte grotte.
I centri d’immersione sono stati autorizzati alla frequentazione solo di alcune cavità in previsione di una futura rotazione con altre per minimizzare i danni conseguenti agli urti delle bombole, alle bolle intrappolate nelle volte e ai prelievi non autorizzati di “ricordini” che per quanto li si possano considerare eventi “rari” non si può certo negare che esistano, quindi trovare delle alternative andrà a vantaggio di tutti: posti nuovi dove fare immersioni per i diving e un po’ di respiro per le sfruttatissime grotte.
Il lavoro di ricerca ed esplorazione ha dato i frutti sperati, infatti non siamo stupiti della quantità di grotte presenti confermando, se mai ce ne fosse bisogno, l’intensa carsificazione delle falesie che si distendono sul tratto di mare a nord di Alghero e abbiamo scovato anche alcune delle “alternative” di cui parlavamo prima.

Sono stati ispezionati anche i buchi meno promettenti, a prima vista impercorribili, molti si sono rivelati tali altri hanno permesso esplorazioni decenti considerando gli sviluppi medi di pozzi e grotte dell’algherese, anche terrestri che, a parte poche eccezioni, sono di modeste dimensioni.
Anche le cavità già note hanno ricevuto la nostra attenzione e molte nascondevano passaggi e cunicoli per così dire…non turistici. Un lavoro lungo e faticoso ma che ci ha sempre permesso di lasciare all’interno degli angusti e spogli cunicoli un pezzo di noi, si …un pezzo di muta, un pezzo di maschera, vetri di orologi, vernice di bombole etc etc... E sì, sono soddisfazioni.
Allo stato attuale sono 139 le cavità topografate con sviluppi da 16 a 860 metri e profondità che vanno da un minimo di - 3 ad un massimo di - 43 metri, con l’eccezione in tre cavità (che abbiamo chiamato “black holes” 1, 2 e 3) distanti dalla costa, che arrivano rispettivamente a -98 – 80 e – 69 metri.

