Il giorno successivo lo andai a trovare sulla sua barca ormeggiata al porto e dopo avermi raccontato della "porta per l'inferno"(esagerato..) mi promise di portarmi sul luogo.
L'anno successivo, all'inizio della stagione della pesca del corallo, mantenne la sua promessa.
Durante la navigazione, vista la distanza dalla costa, pensavo al perchè della presenza di un pozzo in quel tratto di mare, mah! Sarà veramente un pozzo?
Ci tuffiamo e ci accordiamo su un tempo di fondo non troppo lungo anche se la profondità non è eccessiva, circa 60 metri, un'ispezione veloce per vedere se c'è qualcosa da....vedere.
Durante la discesa cercavo di localizzare l'ingresso ma non vedevo niente che mi facesse pensare ad un buco; nuotiamo per pochi decine di metri in prossimità del fondo quando Cino mi indica qualcosa, una "collana" di aragoste di taglia considerevole sotto uno sperone di roccia proteso sulla sabbia; si vabbè, magari al ritorno ci facciamo un pensierino.. proseguo per la mia strada ma mi sento strattonare, Cino insiste ad andare lì a vedere. Non avevo capito che il buco fosse lì sotto le aragoste, c'era per davvero.

Un rapido scambio di gesti e sono dentro, solo qualche minuto, per rendermi conto se ci dovrò tornare.
Superato lo stacco dalla luce naturale a quello delle torce mi rendo conto che il posto merita veramente, sotto di me il nero assoluto insondabile dalla mia luce, sopra un soffitto di corallo incredibile.
Continuo a scendere di qualche metro e la parete alla mia sinistra diventa sfuggente fino a scomparire nel nero, fisso la sagola, taglio e esco alla luce del sole. Nel frattempo l'amico lì fuori aveva provveduto a procurare il condimento per gli spaghetti.
Una volta a bordo, dopo aver raccontato quello che avevo visto Cino, scuotendo la testa, si domandava cosa ci fosse di bello in un buco nero e fondo, a parte il corallo.
Sono passati diversi anni e i "black holes"( così abbiamo deciso di chiamarli..) a seguito di ricerche nei pressi del primo, sono diventati tre; due distanti qualche decina di metri e l'ultimo, il più profondo, a circa duecento metri dagli altri due.
breve descrizione del b.h. n°1
La cavità si apre a circa cinquecento metri dal promontorio di Capo Caccia su un fondale misto di roccia e sabbia a 56 metri di profondità.
Il pozzo in questione, posto sotto uno sperone di roccia, ha un ingresso a mezzaluna ampio circa 2x3 metri, in prossimità di questo parte una breve diramazione in direzione Est che presenta alcuni stretti passaggi e chiude in fessura dieci metri più in basso. Procedendo all'interno
dell'ambiente principale s'incontra una grossa colonia di corallo rosso(corallium rubrum) che occupa quasi tutta la superficie del tratto di tetto fortemente inclinato della grotta, un enorme grongo occupa una larga fessura che si incontra subito dopo.La sala sottostante, si presenta di forma irregolare con il fondo invaso dalla sabbia e raggiunge la profondità massima di -73 metri; da qui si sviluppa una diramazione che, probabilmente, è in comunicazione attraverso strette fessure impercorribili con quella presente in prossimità dell'ingresso.
Proseguendo dalla parte opposta si giunge a quello che per un pò di tempo ho considerato come la parte terminale della cavità, durante un'immersione alla ricerca di altre diramazioni ho percorso uno stretto passaggio verticale e esplorato un altro tratto costituito da due rami spogli e ricoperti da grossi depositi di materiale di disgregazione finissimo che riduce, da subito, la visibiltà prossima allo zero. il primo termina dopo un percorso in piano di circa venti metri, il secondo si dirige verso il basso chiudendo a -80 metri.
