
La parola fine alle esplorazioni all’interno dei laghi della bellissima cavità in territorio di Alghero è stata posta qualche tempo fa con la realizzazione video a conclusione di anni d’immersioni effettuate, l’interesse per “l’acqua nascosta” di questa grotta e i suoi angoli più reconditi ha tarlato il cervello al sottoscritto e rotto le scatole a chi si è prodigato per dare una mano nel trasporto dei materiali e permettere di portare avanti le esplorazioni con il solo conforto di essere stato d’aiuto, vedere un rilievo, un video o assistere al racconto di chi, più fortunato, narrava di colonne spettacolari, massi ballerini e nuvole di fango.
Un mondo sconosciuto, almeno direttamente, che per molti rimarrà tale; emozioni che una foto o un filmato possono solo far immaginare.
Una domenica come tante….
Di buon’ora ci ritroviamo al solito posto per una robusta colazione e definire gli ultimi dettagli sul da farsi, la squadra è sempre la stessa( Massimo, Cristian, Betta, Ferruccio e gli altri del GEA) alla quale si è aggiunto qualche altro volontario e un cameraman di una televisione locale.
Si parte alla volta di Capo Caccia.
Durante il tragitto c’è qualcuno che, avendo fatto tardi la sera prima, tenta di estorcere informazioni riguardo il peso degli zaini e chiede un occhio di riguardo, e, ovviamente, non viene accontentato;
Giunti nel parcheggio che domina il golfo di Porto Conte, piccolo briefing per i posti da occupare per fare il passamano; percorriamo la scalinata che porta al cancello che chiude la grotta.
Il vecchio percorso interno realizzato negli anni ’60 ci agevola di molto la percorrenza grazie a quello che rimane dei gradini fino al gigantesco colonnato principale, da qui in poi si passa sui massi scivolosi, pietrame e brevi tratti da fare a carponi fino alla breve disarrampicata che ci porta all’imboccatura del pozzo da affrontare con l’ausilio delle corde. Tutto sommato un tragitto poco impegnativo.
Mentre Raimondo(il cameraman..) effettua le riprese degli scorci più suggestivi della grotta i portatori organizzano una catena per il passaggio delle attrezzature.
L’accesso del tratto sommerso è situato alla base di un pozzo, le cui pareti sono costituite per la maggior parte da pietre e piccoli massi molto instabili, posto nella parte conclusiva denominata del “lago di destra” proprio perché alla base del pozzo si trova un piccolo lago.
Negli anni passati ad esplorare questa parte della grotta abbiamo realizzato una piccola pedana, una comodità irrinunciabile per lavorare con tranquillità, costituita da un pianale metallico sostenuto da tubi che ha pensato bene di cedere durante la vestizione trascinandomi in acqua con parte dell’attrezzatura ancora da assemblare, telecamera compresa(per fortuna già dentro lo scafandro)…
Recuperato il materiale e accertato che non si fosse danneggiato nulla perdo un po’ di tempo a ripristinare la corda utilizzata per gestire le bombole decompressive, che, essendo fissata alla pedana, si era incattivita nel groviglio di tubi andati a fondo.
Cominciamo bene.
Visto il tempo perso, e un discreto dolore al gomito, decido di ridurre l’immersione ad una puntata veloce per recuperare delle ossa e alcuni denti umani rinvenuti nell’immersione precedente, sempre che il mio gomito mi permetta di superare la strettoia a -38m.
Il video passa in secondo piano, filmo quello che posso eventualmente si torna. Forse.
Mi immergo nel laghetto che ha il fondo a circa 10 m invaso dai massi, a -6 m si trova una bassa fessura che, attraverso alcune esili colonnine, immette nella prima grande sala lunga circa cinquanta metri; il soffitto è molto concrezionato e fortemente inclinato sulla sinistra, sempre nella parte sinistra si trovano diverse colonne e grosse concrezioni a pera, sul fondo quello che rimane di un’imponente frana: numerosi massi ricoperti di finissimo limo.
Sul lato destro della sala a circa 20m dal passaggio iniziale si apre un breve cunicolo senza prosecuzioni; proseguendo lungo l’asse principale si notano diverse concrezioni eccentriche, molto lunghe e, oltre ai segni di paleo-livelli marini, numerose concrezioni associate ad essi.Oltrepassando una grossa stalagmite si incontra un piccolo ambiente senza prosecuzioni; lasciando sulla destra la stalagmite si passa da un’apertura di circa 3m per 3m e si risale di qualche metro fino ad un
soffitto riccamente concrezionato senza prosecuzioni.
Nel pavimento uno stretto passaggio opportunamente allargato(il minimo indispensabile..) nelle precedenti immersioni, dà accesso ad un livello inferiore della cavità.
Perdo un po’ di tempo a contorcere i bracci dei fari della telecamera che non vuole saperne di passare, l’attacco con un moschettone alla sagola e la lascio scivolare oltre il passaggio, ora tocca a me : mi libero della bombola relais e la fisso ad una colonnina dove ho frazionato la sagola, sgancio le bombole dai fianchi e striscio “fino fino” oltre la fessura.
Un ampio tratto in direzione NE, senza prosecuzioni, presenta sul fondo grossi lastroni squadrati, probabilmente ciò che resta di un antico pavimento, e diverse colonne sottili e ricoperte di limo; continuo ritornando in direzione della sala principale e attraversando un stretto e fangoso cunicolo accedo ad un grande ambiente collegato,probabilmente, alla sala soprastante attraverso un passaggio ostruito da massi, decisamente poco stabili…A questo punto si può proseguire seguendo un terrazzamento sulla destra che prosegue all’interno di una galleria lunga circa 40m, io mi dirigo verso il basso seguendo la frana e arrivando sul fondo nella parte più profonda della grotta a -70m, filmo e cerco di prendere una porzione di cranio animale ma si dissolve al solo contatto, prelevo alcuni frammenti di mascella umana con alcuni denti, vedremo se riusciremo a far fare una datazione . La disposizione sparpagliata dei pochi resti visibili fa pensare che siano stati trasportati dalla porzione superiore della cavità attraverso i movimenti di frana. Qui l’ambiente non è dei più invitanti visto il caos di massi incombente, il fango che precipita da tutte le parti; le poche concrezioni
non migliorano certo la situazione.
Proseguendo oltre la frana e percorrendo uno stretto camino ci si ricollega alla galleria soprastante.
E’ arrivato il momento di ritornare e cercare di filmare qualcosa nella sala iniziale per soddisfare la curiosità di chi si è spezzato la schiena portando gli zaini.
Purtroppo la cavità non presenta prosecuzioni, la frana terminale potrebbe nascondere qualche passaggio ma è assolutamente impraticabile vista la mole di fango che la ricopre, durante le numerose immersioni abbiamo saggiato qualche stretto pertugio tra i massi ma abbiamo desistito subito grazie a piccole frane di fango e pietrisco.
Qui il video:http://www.youtube.com/watch?v=-42rmX2JB-Y
